I RACCONTI

 

 

 

Fiori d’arancio on line

 

Il professor Adamo Chiodo ha trovato moglie su Internet.

Era rimasto solo, dopo che, ad una ad una, erano scomparse la madre e le zie con cui era vissuto, protetto e coccolato, e improvvisamente si era accorto di non saper sopravvivere. In cinque mesi la casa era piombata nel caos più totale, lo stomaco nel disordine assoluto, il cuore nella più completa solitudine. Da cinque mesi non parlava con nessuno, a parte i suoi alunni del liceo. Erano stati proprio costoro, più per beffa che per compassione, a suggerirgli i siti su cui avrebbe potuto trovare la donna ideale. E il prof. di filosofia Adamo Chiodo aveva abboccato. Tra tante proposte, aveva scelto Eva, una  bulgara la cui immagine bucava lo schermo, tanto era bella. Prometteva che sarebbe stata una moglie perfetta. In cambio chiedeva solo protezione e, naturalmente, la cittadinanza italiana. Perché non provare, dunque? Era vissuto per quarantacinque anni sotto una campana di vetro, voleva finalmente romperlo quel vetro e vivere una nuova vita. Certo, cercare una donna nel proprio ambiente era quasi impossibile per lui. Già lo sapeva che era oggetto di sbeffatori, poiché bello non era col suo viso paffutello da bambolotto cresciuto, e il fisico troppo rotondo. Internet era stata la sua salvezza. Un biglietto prepagato avrebbe trasferito la bulgara dal suo paese in Italia. Una sola condizione aveva posto il prof.: che la ragazza fosse davvero quella visionata on line.

All’aeroporto, in piena canicola d’agosto, Adamo ci è andato con la sua Panda del 1985, e l’abito scuro, con cravatta in tinta, che sua madre gli aveva comprato dieci anni prima per il matrimonio di un parente. Eva è arrivata in tutto il suo splendore di ventenne, con cosce e pancia scoperte, capelli color del grano e occhi come laghi. Era proprio quella della foto, anzi meglio. Si è appesa subito al braccio del “suo uomo” e l’ha baciato sulla guancia. Adamo si è sentito a un passo dal suo Eden.

La bulgara in una settimana ha rassettato casa, spedendo all’immondizia un camion di ciarpame inutile. In pari tempo ha insegnato al suo lui le più svariate tecniche amatorie e, giorno dopo giorno, ne ha verificato l’apprendimento. In un mese ha imparato a comunicare sufficientemente in italiano, e a cucinare un gustoso piatto di spaghetti. In pari tempo si è fatta accettare da tutto il vicinato e apprezzare per le sue doti di donna simpatica e affabile. Persino gli alunni hanno notato il radicale cambiamento del loro prof., poichè il Chiodo ha cominciato ad abbigliarsi meglio, a sorridere, a scherzare, a perdonare le manchevolezze dei suoi ragazzi,  persino ad arrivare a scuola in ritardo, ed assentarsi, come non aveva mai fatto prima. Ma erano in molti a scuotere la testa.

Dopo quattro mesi di prova, Adamo ed Eva  sono convolati a giuste nozze e…sono vissuti felici e contenti… fino all’inizio della primavera. Poi, l’imprevedibile-pevedibile!

Quella mattina, Adamo ha aperto gli occhi con la consueta contentezza di un nuovo giorno accanto a lei. Ha allungato la mano per cercare il suo corpo morbido, ma il posto era vuoto, e freddo. L’ha chiamata, ma non ha avuto risposta. L’ha cercata, ma non l’ha trovata. Un sospetto ha attraversato fulmineo la sua mente. Nell’armadio non c’erano più i suoi abiti e neanche i suoi oggetti personali nel bagno e altrove. Non un biglietto, non una telefonata. Per giorni Adamo ha taciuto, finché la cosa non si è risaputa. Qualche collega, timidamente,  avrebbe voluto suggerirgli come cercarla, denunciarla, recuperarla, fargliela pagare. Ma il prof. di filosofia non ha voluto saperne. Questa cosa l’aveva messa in conto. D’altronde nei patti lei aveva promesso che sarebbe stata una moglie perfetta, ma non che lo sarebbe stata in eterno.

Cosa poteva pretendere un Adamo come lui. In fin dei conti aveva avuto la sua porzione di Eden con la sua Eva.