LEGAMI

DI SANGUE

Famiglie e vicende all'ombra

di Achille Starace

 

di

Annalisa Bari

con

Tonino Guarino

 

 

E’ la ricostruzione fedele della storia di una famiglia: la madre, Maria, sorella di Achille Starace; il padre, Giuseppe Guarino, sindaco e poi podestà di Campi Salentina; il figlio Tonino, oggi ottantasettenne, che ancora porta dentro di sé i segni di un’eredità spirituale pesante ed esaltante insieme. E tutti gli altri fratelli e sorelle del gerarca, a partire dagli avi, nonché i figli e i nipoti ancora viventi.

Nel tempo, bambino, giovane, adulto, il nipote Tonino prende consapevolezza di appartenere a una famiglia speciale: navigatori avventurosi, coraggiosi, quasi leggendari, col commercio nel sangue, gli Starace; borghesi tranquilli e rispettati, sognatori e amanti delle lettere i Guarino. Ne viene fuori un personaggio complesso: un artista, un creativo, un idealista, dolcemente ribelle. Un privilegiato con la voglia di “normalità”.

La figura di suo zio Achille, che compare e scompare come una meteora, getta luce e ombra nella sua vita, e genera la voglia di sapere e di capire.

 Nel momento del crollo del fascismo, del panico, del timore di persecuzioni, di vendette, di giustizie sommarie, dell’inevitabile isolamento, tra tutti i parenti del gerarca, soltanto il giovane Guarino ha il coraggio di salvare tutto ciò che appartiene ad una famiglia compromessa, desiderosa in quel momento di cancellare persino il nome.

Divenuto nel tempo meticoloso depositario di memorie inedite, a lui sono ricorsi Spinosa e Festorazzi, traendo per le loro biografie solo ciò che poteva essere utile ad illustrare un personaggio già univocamente delineato dalla fama collettiva, dalle relazioni dell’OVRA, dai nemici personali, dai detrattori di parte, e persino dai burloni.

Tutto il resto, riguardante la vita privata, gli affetti, gli intimi convincimenti, i luoghi domestici, le relazioni personali, è rimasto sotto la polvere per  un secolo, volutamente dimenticato.

Da questa ricostruzione, lontana da improbabili revisionismi, emerge quindi l’altra faccia di Achille Starace: quella umana, così come era conosciuta dai parenti e dai più intimi. Ed emerge uno spaccato di vita provinciale nel Salento della prima metà del ‘900.

L’opera può definirsi una saga familiare che, partendo dalla fine del ‘700, scolpisce il contesto storico e culturale entro il quale si è andata formando la personalità del gerarca e di un suo parente prossimo, Tonino Guarino appunto, che, come gli altri parenti, nel bene e nel male, ne è stato coinvolto.  

 

Struttura del libro

Ogni capitolo prende le mosse da un documento, un luogo, un oggetto che, attraverso le chiarificazioni del Guarino, conducono a fatti e verità, altrimenti ignorate o inesattamente interpretate. Una struttura dunque non rigorosamente cronologica, ma analogica, come deve essere  quando si segue il filo della memoria sollecitata da una suggestione visiva. Così, ad esempio, il primo capitolo intitolato Gli affreschi rimanda al matrimonio tra Giuseppe Guarino e Maria Starace;  il secondo: Il pannello con i ritratti e il quinto: Le lettere dei prozii  conducono nel tessuto degli antenati Guarino; il terzo: L’albero genealogico e il quarto: I libri contabili e le nomine ricostruiscono la storia degli Starace armatori-navigatori nell’800; il sesto: Il libro scolastico traccia la formazione del protagonista Tonino; il settimo: Le decorazioni delinea la figura di Achille Starace fino al 1931 (sempre vista nella prospettiva dei familiari); l’ottavo: I giornali del ’31- ’32 racconta l’ascesa di Starace in quegli anni. Seguono capitoli con tracciati di vita nella provincia salentina; l’intervento di Starace nella guerra etiopica; il contributo politico dello stesso come deputato; il declino del segretario del PF; la sua destituzione;  gli anni della solitudine e della povertà sino alla fine in Piazzale Loreto; i giudizi dei biografi; gli ultimi Starace rifugiatisi a Gallipoli, mentre la toponomastica di quella cittadina, come delle altre località del Salento, cancella, sostituendolo con altri nomi, ciò che resta del conterraneo suo più amato e odiato. L’ultimo capitolo intitolato Un proiettile di mitra sintetizza le impressioni del nipote che sono quelle di ogni componente della famiglia.   Una menzione a parte merita il XVI capitolo Sete, chiffon e… orbace  che narra di una lunga relazione amorosa assolutamente inedita tra Starace e la donna che gli è stata fedele sino alla fine, vivendo nell’ombra e rischiando la vita per lui.